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Tutte le Ville distano pochi Km. dal centro
città di Lucca.
Villa Bernardini

Villa Bernardini is a valuable example of late Renaissance
architecture. It was built by Bernadino Bernadini in 1615, as is testified by the inscription on the stone frieze adorning the architrave over the main portaI, which
reads: 'BERNARDINUS BERNARDINIUS A.D. MDCXV.'
At the centre of the grounds and cubic in form, it is on two floors with an attic and cellar and a three-arched portico to the front. It has always remained in family hands and has been subject only to minor modifications
internally, these taking pIace in 1700 on the occasion of Francesco Bernardini's marriage to Marianna
Parensi.
The various salons, halls, drawing rooms and bedrooms are completely furnished with furniture and furnishings from the
sixteen, seventeen and eighteen hundreds and many of the armchairs, tables and chairs commissioned by the Bernadini have been engraved or painted with the family coat-of-arms making them particularly interesting to the studious or impassioned visitor.
The large, heart-shaped front lawn gently slopes towards the entrance gate stilI framed and dominated by two sequoia planted in the middle of the 1800s
whilst, in the rest of the garden to the front and close to the villa, there are groups of unusual and interesting plants and
shrubs.
To the side, on the right, one enters a wide garden that was once the vegetable garden but which was transformed into a secret garden in the middle of the 1700s. From there it is possible to access the lemon house
From 1st November to 31st March
· from 10:00 am to 12:00 am - from 2:30 pm to 5:30 pm
From 1st April to 31st October
· from 9:30 am to 12:00 am - from 3:00 pm to 7:30 pm
Close on Monday Morning
La Villa Bernardini a Vicopelago è un esempio della permanenza di forme rinascimentali severe nell´architettura lucchese del ´600. La villa si presenta come un blocco cubico imponente ed equilibrato e la facciata ha una composizione fortemente simmetrica. In ognuno dei tre piani sono presenti 5 aperture: tre centrali ravvicinate e 2 laterali più distanti, allineate con quelle degli altri piani. Tutte sono sottolineate da cornici di pietra di Matraia. Le tre aperture centrali del primo piano sono costituite dalle arcate del portico, cui si accede con una scalinata. Al primo piano quindi si hanno delle aperture più grandi che nel secondo e quelle del secondo sono a loro volta più grandi di quelle, pressoché quadrate, dell´ultimo piano. Questa disposizione dà un effetto di solenne solidità alla villa. La finestra centrale del secondo piano, punto focale della facciata, ha un balcone ed è sormontata da un timpano spezzato.
L´interno della villa conserva gli arredi originali seicenteschi assieme a quelli commissionati nel corso del tempo dalla famiglia, che è sempre rimasta proprietaria dell´edificio.
E´ notevole nella parte a monte del giardino il teatro di verzura realizzato con siepi di Buxus sempervirens. Le siepi, formate da parallelepipedi bassi e sormontati da forme sferiche, dividono in più livelli lo spazio ad anfiteatro che è retrostante l´edificio: la sistemazione geometrica così ottenuta è di grande effetto scenografico.
Villa Grabau ex Cittadella

It is situated on the slopes of in the hills near Lucca, seven kilometers to the north of the city. It dominates the valley of Lucca. In the 1500s it still maintained its Gothic
character, then in 1670 it became the possession of the counts of Orsetti and in 1850 of the Cittadella family.
It was the Cittadella marquises that made the major changes to the building giving it a neoclassical
aspect. The same thing happened to the nearby Villa Reale di Marlia, after work was done on it ordered by Elisa
Baciocchi, Napoleon's sister. There are "trompe l'oeil" frescoes, dancing nymphs and geometric designs in neoclassical taste embellishing the walls and
arches.
In 1868 it was purchased by the rich German banker Rodolfo Shwartze, Carolina
Grabau's husband, of aristocratic German origin and ancestor of today's owners.
From 1st November a Easter
· from 10:00 am to 1:00 pm - from 2:30 pm to 5:30 pm
From Easter to 31st October
· from 10:00 am to 1:00 pm - form 3:00 pm alle 7:00 am
Close on Monday ( all day ) and Tuesday morning
Nonostante gli interventi ottocenteschi, la Villa Grabau, conserva nella sua struttura l´armonia e la semplicità delle forme che caratterizzano l´architettura delle ville lucchesi rinascimentali. A pianta quadrata, si sviluppa su tre piani, di cui l´ultimo di soffitte. Sul colore chiaro dell´intonaco risalta, senza stridere, il grigio della pietra che incornicia le finestre e gli archi del portico sulla facciata a valle (che nell´ottocento è stato poi trasformato in sala e decorato con affreschi "trompe l´oeil").
La villa è costruita in quella posizione che il Sanminiati, autore di un trattato sulle ville nel XVI secolo e proprietario di villa egli stesso, raccomanda come ideale: al limite tra piana e collina, con la facciata principale rivolta a valle.
La sistemazione del giardino a monte, un gioiello dell´architettura per esterni, è realizzata dividendo lo spazio del parco con un terrazzamento. Il muro del terrazzamento, decorato con mosaici bianchi e neri, contrasta con l´andamento curvilineo delle siepi del giardino all´italiana. In quest´ultimo oltre 100 agrumi centenari sono piantati nelle conche in cotto originali che riportano gli stemmi degli antichi committenti . L´effetto complessivo che si realizza è la graduale fusione del giardino, dell´opera artificiale dell´uomo sulla natura, con lo sfondo delle colline lucchesi. Anche questo carattere nel rapporto con la natura circostante è emblematico della produzione architettonica lucchese del periodo: la ricerca del bello nella modificazione attiva del paesaggio prossimo avviene tenendo sempre ben presente il problema del suo inserimento nel panorama remoto.
Sono notevoli i due mascheroni bronzei delle fontane incastonate nel muro del terrazzamento e la fontana grottesca (oggi spostata nel bosco), attribuiti dalla Belli Barsali all´ambiente dello scultore manierista Pietro Tacca (1577-1640).
La Limonaia del giardino è una delle più notevoli in lucchesia, con sette portali e altrettante finestre ovali incorniciate da bugne in pietra di Matraia, . Il vasto giardino all´inglese conserva ancora oggi importanti e rare specie arboree centenarie ed alberi monumentali, frutto degli scambi con l´Orto Botanico di Lucca. In esso è presente un interessante teatro di verzura, utilizzato per rappresentazioni estive.
Villa Mansi a Segromigno

Amongst Lucca’s many country residences, Villa mansi is whithout a doubt one of the most represetative of the old Aristocratic Republic’s culture and society.
The Mansi were a family of silk merchants already very well-known in 16 th century Europe when they worked in close contact with other Lucchesi families like the
Buonvisi, Antellminelli and Cenami.
And it was from this last family that they bought the Villa in Segromigno in the 17 th
century.
The original building constructed in the second half of the 16 th century, was transformed to a large part between 1634-1635 by Muzio
Oddi, an architect from Urbino.
Then, under the Mansi , the front was rebuilt by giusti, a local architect, and the project to trasform the garden was given to filippo Juvarra who must be attributed with the enclosure of the
grounds, the water system and the division in three of the garden itself.
The trapezium cut of the garden to the east and the stables gave Juvarra the opportunity to lay out the other two sections of the
grounds, the large lawn around and in front of the house and the large garden to the west.
They became four principal sectors, side but autonomous in prespective, alternately overturned and more or less in a long trapezium
shape.
Amongst the numerous frescoes decorating the inside of the Villa, those in the central hall are by far the most
interesting, thanks to the work of the neo-classical painter Stefano Tofanelli, much appreciated by Elisa
Baciocchi, Principess of Lucca and Napoleon Bonaparte’s sister.
These paintings consists of two great canvasses at the sides that show Apollo’s feats
(judgement of Midas and death of Marsyas) and the fresco on tje ceiling portraying the “triumph of the god sun”.
Villa Mansi, famous for the grace of its gardens and elegance of its architectural
lines, has often played host to sovreigns ambassadors from all the states of Europe who were invited by the Republic of Lucca for a pleasant
sojourn.
From 1st April to 31st October :
· from 10.00 am to 1.00 pm – from 3.00 pm to 6.00 pm
From 1st November to 31st March :
· from 10.00 am to 1.00 pm – from 3.00 pm to 5.00 pm
Close on Monday and from 23rd December to 7 January
La Villa Cenami, poi Mansi, a Segromigno in Monte è una delle massime espressioni dell´architettura seicentesca a Lucca. La sua facciata principale, che nella sua impostazione di fondo è opera di Muzio Oddi, dà un effetto visivo di solidità non statica. L´edificio si presenta infatti come un blocco compatto, ma la facciata è movimentata dal fatto che il corpo centrale, più alto, è leggermente arretrato rispetto alle due parti laterali. Il portico arioso del piano rialzato, la doppia rampa di scale, il contrasto cromatico tra l´intonaco e gli elementi architettonici e decorativi, concorrono nel dare movimento e leggerezza alla costruzione.
La parte più alta riprende, nelle colonne abbinate e nell´arcata centrale, il motivo compositivo della serliana che caratterizza il portico.
All´interno sono notevoli le tele e gli affreschi del pittore lucchese Stefano Tofanelli, risalenti alla fine del XVIII secolo, di tema mitologico secondo il gusto del tempo (storie del dio Apollo).
Nel giardino sono ancora presenti le fontane e la peschiera con statue dell´architetto Juvarra, autore di una sistemazione settecentesca del parco che è stata successivamente radicalmente modificata.
Oggi, nel giardino botanico, sono presenti più di 40 specie arboree, tra le quali si evidenziano splendidi esemplari di Liriodendron tulipifera, Brussonetia papyfera, Calocedrus Decurrens aureouariegata, Carya ovata hickory e Camelia japonica
Villa Oliva

The origin of this house are traced back to Buonviso di Corrado, adviser to the Roman Emperor Otto
III, who around 1042 gave some land to the church of S. Pancrazio. In the following century the house of Buonvisi grew into a powerful lucchese banking and silk trading dynasty with ramifications to Flanders Spain and
England.
Owing to their stature and political weight the Buonvisis had also several important clergymen in their family and most notably three
Cardinals. The most famous of these was Francesco Buonvisi born in 1626 who was nominated Cardinal by Innocent XI in 1681 and who in 1690 became Bishop of Lucca.
Cardinal Francesco was Apostolic Envoy to Cologne, Warsaw and Vienna where he participated in the defense and relief of the city when the Turks lay siege to the city in 1683. When back in Lucca he dedicated himself mainly to his
diocese. Few months before his death in 1700 Cardinal Francesco hosted a Sinod which took place in the great hall of his Villa now Villa Oliva.
With the death of Francesco Gerolamo Buonvisi in 1800 the family was extinct and the Villa became property of Maria Caterina Buonvisi married to Nicola Montecatini. Throughout the 19th century the Villa was owned by various families and at the biginning of 20th century by the Oliva’s, ancient genovese family. Since
then, the House has been restored to its former beauty and is now the summer residence of the Oliva family.
From 15th March to 15th November
· from 9.30 am to 12,30 am - from 2.00 pm to 6.00 am
Every Day
From 16th November to 14th March
On appointment
La Villa Oliva a San Pancrazio è una delle grandi realizzazioni manieriste dell´architettura lucchese e presenta delle caratteristiche che la contraddistinguono dalle altre. A pianta rettangolare, ha uno sviluppo su due piani più uno di soffitte. La facciata posteriore presenta un ampio e imponente portico su cui si aprono anche le finestre del salone del primo piano. Il particolare effetto visivo prodotto dalle grandiose arcate del portico, e l´uso dei conci alterni sugli spigoli
dell´edificio, fanno sì che questa sia una delle ville in cui è più evidente l´influenza
dell´architettura fiorentina e in particolare di quella dell´Ammannati, l´architetto che aveva progettato la ricostruzione del Palazzo degli Anziani a Lucca (1578-1581). Da notare i due cancelli. Quello principale è a valle: imponente e massiccio, alterna superfici ruvide a superfici lisce nelle sue colonne fasciate e nelle raggiere di bugne sugli archi. Nella facciata interna del cancello ci sono due notevoli mascheroni grotteschi. Il cancello a monte, di forma più sobria e meno imponente, è interessante per l´eleganza delle sue linee e per le decorazioni manieriste ad altorilievo.
Il parco nella zona a Sud è sistemato a tre terrazze disposte perpendicolarmente alla facciata. Un viale alberato posto nella terrazza mediana conduce allo spiazzo antistante la villa. Nella zona a monte, lo spazio dietro l´edificio è circoscritto da un semicerchio di siepi di leccio con al centro una "grotta" di tufo con giochi d´acqua. Nel parco sono interessanti le fontane, alcune di pregevole fattura manierista.
Villa Reale di Marlia

The Villa Reale of Marlia has always been the residence of noble families and great patrons of art.
Napoleon's sister, Elisa Baciocchi, sovereign of Lucca and subsequently of all
Tuscany, created this grandiose complex by joining Villa Orsetti with the surrounding properties that even included the former summer palace of the Bishop of Lucca. Rebuilt in a modern stile, the old Palace and the loggias to the front which act as the
entrance, but the splendid 17th century gardens, with the marvellous natural open-air theatre and the Camellia
Walk, have managed to survive to this day more or less intact.
After the fall of Napoleon, the villa fell into the possession of the Dukes of Parma followed by the Grand Dukes of
Tuscany. However, with the unification of Italy, it then became the property of Victor Emmanuel II who passed it to Prince
Charles, brother of the last King of the Two Sicilies, who had been disinherited following his marriage to the British
commoner, Penelope Smith. This romantic, but unhappy couple, spent the rest of their lives at Villa Reale and can be found buried in the chapel in the
grounds. Their son, given his religious mania and eccentric behaviour, was known as the
'mad Prince'. In order to cover his debts after his death in 1918, the villa was put up far sale, the contents auctioned and many of the trees in the grounds were cut down far
timber. The Count and Countess Pecci-Blunt, parents of the present owners, bought the property just in rime to stop the destruction of the park land.
The new proprietors commissioned the famous French architect, Jaques Greber, to restare the garden
who, with woods, streams and a lake, created a grandiose romantic complement to the serie:; of classic Italian gardens remaining from the times of the Orsetti.
Guests of particular importance in the past have been the violinist Paganini, members of the European Royal Families and the American
painter, John Singer Sargent, who painted some water colours there.
The Pecci-Blunt family has continued to uphold this tradition of warm hospitality towards personalities from the world of culture and
politics.
From 1st December to 28th February
· On appointment
From 1st March to 30th November
· 10:00 am - 11:00 am - 12:00 am - 3:00 pm - 4:00 pm - 5:00 pm - 6:00 pm
Close on Monday
Il complesso monumentale della Villa Reale di Marlia è di estremo interesse perché ha in sé stratificate le testimonianze di due importanti periodi costruttivi dell´architettura delle ville lucchesi. Una parte del parco conserva infatti ancora l´originario impianto seicentesco, con i suoi sempreverdi geometricamente ordinati e con il teatro di verzura, impiantato nel 1652, le cui siepi hanno raggiunto ormai una notevole altezza. Allo stesso periodo appartiene il teatro d´acqua posto dietro il palazzo, opera, secondo Isa Belli Barsali, dello stesso architetto che ha progettato la peschiera e l´esedra che le fa da sfondo. Quest´ultima è notevole per la dinamicità della pianta e delle linee architettoniche, oltre che per il sapiente impiego dei materiali da costruzione. L´effetto dell´utilizzo di materiali ruvidi, come il tufo, affiancati a materiali lisci, è quello di una maggiore fusione dell´architettura in muratura con l´architettura "naturale"delle siepi. Come le siepi di sempreverdi simulano le pareti, così le opere umane in muratura simulano le rocce.
Il palazzo è invece, nella sua forma attuale, opera neoclassica e risale al periodo del principato napoleonico dei Baciocchi. Si presenta come una imponente e sobria costruzione a tre piani; l´ingresso principale, nella facciata a valle, è realizzato da tre arcate sormontate da una balaustra con colonnine. Nella facciata posteriore è presente un portico. Interessante è soprattutto la sistemazione degli interni, in cui sono particolarmente curati, secondo i dettami della scuola degli architetti napoleonici Fontaine e Percier, il rapporto e la coerenza tra la struttura architettonica e la decorazione.
Va ricordato il grande affresco La Danza delle Ore, del pittore lucchese Stefano Tofanelli, che decora il soffitto della sala da ballo.
All´interno del parco si possono visitare le strutture appartenenti alla Villa del Vescovo.
Villa Torrigiani già Santini a Casigliano

The villa and the park date back the beginning of the 16th
century, the owners then were the powerful Buonvisi family.
It was the meeting place between Marquise Lucrezia, the wife of Lelio Buonvisi, and her lover
(Arnolfini) who seems to have been captured right in front of the gates of the
Camigliano, having been accused of the assassination of Marquis Lelio, which had taken place in the city.
During the first half of the 17th Century Villa di Camigliano was purchased by Marquis Nicolao Santini, the ambassador of the Republic of Lucca to the court of Louis 14th (the sun
King), who wanted to transform it into a sumptuous dwelling, with a garden of flowering parterres and grand
basins, into which the facade would reflect. The garden was to be built according to the plans done by Le Notre for the royal home of Versailles
From 1st March to second Sunday of November
· Every day - From 10:00 am to 1:00 pm - from 3:00 pm to 19:00 pm
Visitable on appointment
La villa di Camigliano è uno degli esempi più interessanti di architettura seicentesca presenti in Lucchesia, e per le sue forme elaborate ed estrose può considerarsi uno dei rari esempi di barocco che si riscontrano tra le ville. Vi si accede attraverso un lungo viale di cipressi che inquadra scenograficamente il cancello e la villa.
La facciata principale, quella a valle, trionfale, è caratterizzata da un forte movimento che è dato dall´uso di materiali diversi sia per consistenza (lisci, ruvidi), sia per colore. L´aspetto policromo della facciata è accentuato dalle ombre delle nicchie e delle rientranze che contrastano col bianco delle statue e col colore chiaro dell´intonaco.
Le divisioni principali della facciata sono segnate da balaustre con statue. La parte centrale dell´edificio presenta a piano terra una serliana, che viene ripetuta al piano superiore con un gioco di variazione: mentre quella inferiore è in pietra liscia, in quella superiore i pilastri alternano conci in tufo e pietra, simili a quelli che decorano le parti laterali del piano terra. Il maestoso slancio verticale dato dalle due serliane sovrapposte continua, nella parte centrale, con un attico sormontato da un´edicola con una cupoletta.
Gli interni hanno ricche decorazioni a stucco che incorniciano, tra l´altro, dipinti del fiorentino Vincenzo Dandini. Interessanti anche i trompe l´oeil del quadraturista lucchese Pietro Scorzini.
Il parco nella zona a valle dell´edificio è stato modificato in epoca romantica ma mantiene ancora le fontane a bassin, in cui si specchiano le facciate dell´edificio e che risalgono alla sistemazione seicentesca di influenza francese. Nella parte destra del parco si accede al "giardino segreto", un giardino di parterres fioriti che termina con il ninfeo
Villa Bottini, ex Buonvisi "al giardino"

La Villa Buonvisi "al Giardino", oltre ad essere una delle più belle ville della
lucchesia, ha una rilevanza storica notevolissima: il suo schema compositivo funzionò da modello per la costruzione di molte ville nel territorio lucchese e la "villa ideale" teorizzata dal
Sanminiati, sembra essere ricalcata sulle sue forme.
A pianta rettangolare, si compone di un seminterrato, un piano rialzato, un piano superiore di altezza notevolmente inferiore, e una sopraelevazione centrale con loggia. Nella facciata posteriore, al piano rialzato, si apre un portico che dà accesso al salone.
Le grandi aperture, il gioco delle simmetrie e delle proporzioni tra gli elementi architettonici, danno
all´edificio una garbata e armonica leggerezza che raramente si ritrova in altre ville
lucchesi.
Le volte del salone e del portico furono affrescate da Ventura Salimbeni, e nella loro realizzazione è visibile l´influenza del Raffaello della
Farnesina. Questi affreschi sono l´unica testimonianza di decorazione di interni del XVI secolo rimasta nelle ville
lucchesi. Decorazioni neoclassiche furono aggiunte nell´ottocento quando la villa era di proprietà della principessa
Baciocchi.
Notevoli i portoni di ingresso alla chiusa che hanno uno stile massiccio decisamente diverso da quello
dell´edificio.
Il portale di ingresso al ninfeo, il primo esempio di serliana nelle ville
lucchesi, ha una composizione estrosa e originale: alterna materiale liscio e ruvido nelle colonne ed è sormontato da due statue di fiumi che nella loro disposizione simulano la forma del timpano spezzato.
La villa è oggi di proprietà comunale ed è sede di numerosi eventi culturali
Villa Guinigi "nei Borghi"

La Villa Guinigi "nei Borghi" era la residenza del signore di Lucca Paolo Guinigi e le sue forme sono adeguate alla sua condizione di dimora principesca. Ha un grande sviluppo in larghezza, con uno spazioso portico retto da pilastri al pian terreno, e una lunga serie di trifore al primo piano, che, accostate l´una
all´altra, sembrano quasi formare un loggiato. Un portico di dimensioni leggermente minori è presente nella facciata opposta. Gli accessi al giardino della villa non erano frontali e ciò aumentava l´effetto di estensione in larghezza. Le finestre quadrate presenti oggi nel piano delle soffitte non compaiono in un disegno del 1533 e sono quindi successive. La sua struttura compositiva ha poche analogie con le precedenti ville gotiche (come la villa Guinigi a
Pietrasanta) e con le successive ville rinascimentali, perché, come nota I. Belli
Barsali, per un secolo a Lucca non si costruirono più ville della stessa grandiosità, e un secolo dopo il gusto era nettamente cambiato. E´ stata invece sottolineata la vicinanza della sua architettura con le ville venete contemporanee (un Niccolò da Venezia risulta al servizio del Guinigi nel 1410, e molti erano i mercanti lucchesi a Venezia) e con i palazzi comunali della
Valpadana, per la serie di grandi trifore nella facciata. In effetti, come risulta dagli elenchi di pagamento, molte sono le maestranze settentrionali che lavorarono alla costruzione.
La villa ha però degli elementi tipicamente lucchesi: la forma delle trifore, che sono ad arco a tutto sesto, con archetti trilobati retti da esili e lunghe colonne, come anche l´uso del colore nella facciata, in cui compaiono il rosso del mattone, il grigio della pietra e il bianco del marmo.
La villa è oggi sede del Museo nazionale di Villa Guinigi .
Nel giardino della villa sono esposte delle statue di terracotta provenienienti da Villa Massoni a
Sant´Alessio. Le statue, come quelle della Villa Garzoni a Collodi, rappresentano personaggi tratti dalla vita quotidiana, in accordo con un uso largamente diffuso alla fine del settecento
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